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Archive for gennaio 2013

Installazione di System Center Configuration Manager 2012 SP1

La complessità delle infrastrutture sta aumentando e questo porta gli amministratori IT a cercare nuove soluzioni per controllare e gestire i sistemi. Spesso ci si affida a soluzioni un poco alchimistiche o a software di grezza fattura che danno la falsa sensazione della corretta amministrazione delle macchine e, valutando anche l’aspetto economico, portano i costi di gestione alle stelle. Sulla mia pelle ho sperimentato questo genere di soluzioni, un poco a scopo didattico e minimamente per la falsa convinzione che potessero esserci dei benefici in termini di tempo e denaro, e sono giunto alla conclusione che uno strumento robusto, affidabile e centralizzato è la consigliabile per il raggiungimento degli obbiettivi. System Center Configuration Manager 2012 consente di raggiungere questi risultati in modo ragionevole e con un buon grado di soddisfazione.

SCCM2012 

Cominciamo a conoscere questo prodotto, installiamolo!

Per coloro che non hanno un server o risorse da dedicare a questo prodotto devo portar subito l’attenzione su alcuni aspetti. Se sulla macchina è già presente un’istanza di SQL Server bisogna accertarsi che la “server collation” sia impostata su “SQL_Latin1_General_CP1_CI_AS”, essendo un requisito per installare SCCM2012 andrà tenuta in debita considerazione perchè diversamente si renderebbe necessario riparare l’istanza per modificare questo parametro. Sempre per quanto inerente SQL Server, l’account di esecuzione del servizio non deve essere un “service account”, quindi preparate un utente senza privilegi amministrativi da dedicare a SQL Server in modo che il sistema possa funzionare in sicurezza. Evidentemente, gestendo il server in piena sicurezza, sarà necessario verificare le porte di Windows Firewall per garantire l’accesso al motore database, quindi, qualora non lo siano, vanno aperte in ingresso le porte TCP 1433 per SQL Server e TCP 4022 per SQL Browser. Sono richieste anche due funzionalità di Windows Server: remote differential compression e background intelligent transfer (che implica l’attivazione del role IIS); queste funzionalità si renderanno utili per la movimentazione in rete dei pacchetti e delle informazioni gestite da SCCM. Per completare I prerequisiti e procedere all’installazione di SCCM bisogna munirsi anche di ADK (Assestment and Deployment Kit, che va a sostituire I precedenti tools per deployment ed assestment – WAIK, ACT, MDT – ), che è prelevabile dai download Microsoft.

Durante l’nstallazione è necessaria la connessione ad internet per consentire alla procedura il download di alcuni packages utilizzati per il setup di SCCM; in oltre al termine del processo viene proposto il link alla documentazione di Configuration Manager per il completamento della fase di post-installazione.

SCCM12-Console

Al termine dell’installazione ci resta un poco di documentazione da leggere prima di cominciare a gestire la nostra infrastruttura.

Siamo ora pronti per affrontare il nostro lavoro con un nuovo strumento che ci aiuterà nelle nostre quotidiane attività Smile

 

BUONA INSTALLAZIONE A TUTTI!!!

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Solo in Italia accade…

msn_skullOrmai da tempo sto assistendo a sconfortanti, ridicoli e, perchè no, divertenti controsensi informatici. Troppo spesso dai clienti, e confrontandomi con tecnici di software house, mi sento fuori luogo, avanguardista e futurista poichè tendo ad utilizzare i prodotti più recenti disponibili sul mercato mentre chi si dovrebbe occupare di portare soluzioni nelle aziende si occupa prevalentemente di proporre archeologiche soluzioni.

Durante la migrazione di un server l’installatore del gestionale ha osservato che la macchina nuova (Xeon EsaCore, 12 GB ram, dischi SAS 15k rpm 6Gb/s) è meno performante rispetto a quella che lui ha venduto 2 anni fa (Xeon DualCore, 4GB ram, dischi SATA 7200 rpm 1,5 Gb/s). Sicuramente l’oggettività di aver mancato una vendita porta a sminuire il lavoro altrui, ma spingersi fino a questo punto direi che è indicatore di mancanza di buon senso!! Aggiungiamo elementi allo scenario… Il vecchio server monta Windows SBS 2003 R2 (su cui è stato installato solo il sistema operativo, Acrive Directory ed un Microsoft SQL 2005 Express), nessun accorgimento per il salvataggio dati, zero protezione di rete e nessuna politica di gestione dei dati. Il nuovo server ha Windows SBS 2011 con tutti i pacchetti installati (sistema operativo, Active Directory, Exchange 2010, SharePoint 2010, Monitoring e WSUS ed un’istanza di Microsoft SQL Server 2008 R2 Express, quindi ci sono formalmente 4 istanze di SQL operative), criteri di protezione attivi su tutte le macchine, protezione dei dati a livello di filesystem, sistema di backup con le necessarie politiche di gestione. Questa struttura deve soddisfare 4 utenti, che hanno tratto benefici dalle attività che ho svolto col nuovo server quindi sarei propenso a sostenere che la selezione dei dispositivi è stata pienamente azzeccata.

Passiamo al software… la questione diventa anche più delirante. Ad oggi, acquistando un nuovo pc, il sistema operativo proposto è Windows 8 x64 ed MS Office 2010. Onestamente, ed oggettivamente, coloro a cui ho proposto e portato soluzioni basate su questi prodotti si stanno trovando a loro agio ed hanno anche migliorato la loro operatività… estrema soddisfazione personale!!! Peccato che questo mio stato d’animo venga regolarmente guastato dai software prodotti in Italia che, in moltissimi casi, stentano ad essere compatibili con Windows XP!! Ora, mi domando, ma Microsoft perchè rilascia le beta dei suoi prodotti??? Forse, anche, per consentire ai programatori di prepararsi alle innovazioni, penso io… Quindi, perchè le software house continuano a chiedere di installare client con Windows XP ed office 2003?? Non mi capacito di questo, sono passati 10 anni dal rilascio di quei prodotti, perchè I programmatori non si aggiornano??? Hanno paura di non essere preparati?? Per questo ci sono società come Overnet Education che erogano corsi!

Sempre durante la migrazione dello SBS2011 l’installatore (che vanta decennale esperienza nell’IT), a fronte di una palese problematica del paccheto di installazione (mancavano dei files dei prerequisiti), ha chiesto “Ma sei sicuro di aver installato e configurato correttamente il DNS Server? Sai, il software non si installa perchè la risoluzione dei nomi macchina non funziona correttamente!”… Che dire… unica possibile risposta… “Non funzionasse il DNS temo che ci sarebbero le urla degli operatori che trapassano i timpani ed il tuo download non sarebbe manco iniziato!”. Ma in che cavolo di realtà IT stiamo finendo??? Sono qui che sto scrivendo un post su System Center Configuration Manager per migliorare le attività di deployment dei sistemi e mi trovo nella condizione di dover installare dei pacchetti legacy (raddoppiando I tempi di risposta) solo per lacune altrui??? Forse devo rivedere un poco i mie canoni, ma molti, a mio avviso, devono aggiornarsi ed iniziare a lavorare per recuperare un gap di oltre 10 anni!! Anche se il periodo non è florido per le aziende l’innovazione e l’ammodernamento delle infrastrutture non si ottengono con arcaici ragionamenti, le scelte conservative possono anche pagare ma non possono portare miglioramenti o sviluppi! Come continuo a dire alla software house di un cliente: “sveglia!!! siamo nel 2013 ed i floppy disk non li forniscono più!!”

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